ISBN | 978-88-92616-81-3
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Ringraziamenti
Voglio ringraziare Katarzyna Witkowska, mia moglie e mio unico grande amore per il sostegno emotivo e psicologico che mi ha fornito, la forte comprensione e l'aiuto nel poter realizzare questo progetto, mio figlio Matteo che mi ha impedito di lasciarmi andare e arrendermi.
La Deep Explorer che con materiali e informazioni di vario tipo mi sta aiutando non solo con il primo Volume ma con tutti gli altri che verranno.
Infine ringrazio tutti voi che credete in me e avete deciso di acquistare il mio libro e spero siate in tanti.
Prefazione
Per più di cinquecento anni é stata documentata la presenza di creature mostruose che abitavano il lago di Garda, considerate da molti vere e proprie divoratrici di uomini, queste creature leggendarie hanno alimentato i racconti o vecchi ricordi di anziani e paesani, non ché di pescatori e veri propri lupi di mare, collegandoli al lago di Garda, già molto saturo di misticismo e trasudante di storia e cultura molto presente ancora oggi nei molti centri storici.
Attenzione sto citando "creature" e non "creatura", da questo dettaglio, quindi sembra si parli di più specie, più o meno letali, se ciò corrisponderebbe a verità non sarebbe solo una rivincita per chi ha giurato di aver avvistato qualcosa di non naturale, una creatura che, normalmente, non potrebbe esistere sentendosi deridere e schernire da quelle persone che ora non solo credono ma sono terrorizzate da un qualcosa, un qualcosa di impercettibile non tangibile per ora nella nostra realtà. Possiamo descrivere il Benaco come un ecosistema molto fragile, deteriorato dall'inquinamento, dalla pesca incontrollata e da i molti rifiuti che vi si trovano, abbandonati senza cura.
Noi dobbiamo vedere il nostro lago come la nostra carta di identità, la nostra impronta digitale, tutta la storia della nostra penisola, della vita animale e della flora li rinchiusa in quello specchio di acqua che sta urlando ed implorando il nostro aiuto.
In sintesi, il Garda è un ultimo paradiso che madre natura ci ha donato, e noi abbiamo la responsabilità di proteggere la nostra preziosa eredità, in questo libro cercherò di illustrarvi il perché e cosa ha ancora da offrirci questa meraviglia acquatica, ma ricordate, il Benaco rivela i suoi segreti solo a chi saprà realmente ascoltare.
Perché arriviamo al punto di dover intraprendere una vera e propria battaglia senza esclusione di colpi per salvare il lago di Garda che rappresenta il nostro punto di partenza?
La risposta è molto semplice, questa battaglia è resa necessaria a causa di una disinformazione, la mancanza di consapevolezza sul fatto che il nostro lago non è una discarica o una pattumiera ma un bene prezioso per i Bresciani da custodire gelosamente, fauna e flora penalizzati dalla nostra corsa alla tecnologia, barche, motoscafi, turisti che lasciano scarti e oggetti vari, da questi pericoli abbiamo il dovere di lottare e proteggere il Benaco.
Il titolo di questo libro, o guida turistica, come si preferisce considerare si basa proprio sul Benaco:
Il lago di Garda un viaggio negli abissi.
A questo punto è doveroso chiedersi cosa stiamo cercando, una Anguilla Gigante? Un pesce Siluro? Un lontano cugino di Lochness, che tutti noi sappiamo sia stato identificato come un plesiosauro?
Fino a dove dobbiamo arrivare per trovare la verità e di quale tipo di avvistamenti stiamo parlando?
Questi avvistamenti e tutte le testimonianze che costituiscono la maggior parte delle leggende di cui il Garda è saturo sono collegati fra loro? Hanno una struttura comune che li unisce?
Cercheremo di affrontare insieme queste domande dando una concreta risposta, per concreta risposta non sto parlando di superare la razionalità e sprigionare una inappropriata fantasia, quella vogliamo lasciarla al grande autore di Horror Stephen King visto che è il suo lavoro, io sono un cacciatore di leggende e di misteri, mi occupo da anni oramai di indagare su tutto ciò che sfiora il surreale al fine di appurare se siano montature pubblicitarie in favore di campagne Marketing, oppure se siano reali e quindi i protagonisti siano palesemente esistenti o un parto di una isteria di massa e di una elevata esagerazione causata da una ossessiva voglia di credere in qualcosa di anomalo di bizzarro che cambia la nostra concezione di realtà.
Da quando scrivo questo libro, ho potuto vedere e conoscere cose che non credevo mai possibili, mi sono trovato in una realtà alternativa che, pur essendo sotto il mio naso Bresciano non avevo mai visto, una realtà che mi ha fatto anche arrabbiare a causa della gente ignorante che anziché valorizzare il lago fa commenti ironici, si diverte a minimizzare chi afferma che qualcosa ci sia senza neanche sapere quanto di bello ci ha dato Madre natura.
Ci sono voluti milioni di anni di evoluzione prima che molte specie potessero essere come sono ora, e in meno di un secondo vengono distrutte dalla indifferenza umana, una cosa molto triste che questo libro vuole fermare, tramite un incredibile viaggio nella natura nelle sue bizzarre forme e nelle sue spiegazioni quasi surreali.
Il lago di Garda
Il lago di Garda è un famoso lago Lombardo, considerato il più grande lago di’Italia e viene anche considerato il mare Mediterraneo d’acqua dolce, proprio per il suo clima e per l’ambiente ecologico che esso stesso rappresenta. Il Garda, si colloca come uno dei tre laghi Lombardi, Lago d'Iseo, Lago D’idro, e appunto il Garda. A quanto sembra il suo vero nome, come ci conferma Madama Storia, sembra, sia Benaco, che a sua volta prende il nome da una divinità Celtica con un passato mistico, che riemerge in base ad alcune testimonianze della gente locale come ad esempio alcuni pescatori del luogo i quali hanno rivelato che secondo loro, Benacus e Nettuno non se ne siano mai andati dal lago e continuino a proteggerlo, ha conferma di queste affermazioni vi è la storia la quale narra appunto che fu costruita proprio in onore di questo Dio. La presenza di una divinità celtica a Brescia non è così singolare come si può pensare, visto e considerato che Brescia e Bergamo sembrano prendere il nome dal dio Bergamus, ovvero il Dio delle montagne, quindi, da questo particolare possiamo capire quanto profonda è la nostra storia che conduce addirittura alla cultura Celtica, cultura che sembra prendere sempre più piede sul territorio Bresciano visto anche le molte feste a tema che si svolgono su tutto il territorio, artigiani locali e non che producono bigiotteria e altro materiale celtico e d'ispirazione ai nativi americani. Riprendendo il nostro filo di ragionamento sul lago di Garda possiamo fare alcune valutazioni, la prima di tutte consiste nel valutare la sua superficie che misura esattamente 370 km quadrati. Il Garda è collocato al terzo posto come profondità, il lago di Como è al primo posto mentre il lago Maggiore e al secondo posto, in base a questi dati sappiamo che il Benaco è identificato come la cerniera dei tre laghi, proprio perché va a collegarsi e comunicare con le tre Regioni, Regione Lombardia, con la sua Provincia, Brescia, che ospita il Garda, affacciata al lago come una innamorata, La regione Veneta, Con la Provincia di Verona, affacciata dalla parte opposta, infine la regione del Trentino Alto Adige, con la Provincia di Trento, la quale decora il lago con le sue maestose montagne e cime innevate. Il Garda ha una sua forma inequivocabile, assomiglia molto a un imbuto, il quale, partendo dalla parte Svizzera scende aprendosi maggiormente offrendo così grossi spazi, sia in superficie ma anche sotto la sua superficie, registrando profondità che, per un lago normalmente sono molto incredibili, raggiungono circa i 346 metri, e si sa benissimo che a tali profondità la vita animale e vegetale prospera, almeno prima che il Garda si degradasse e la gente lo vedesse come una pattumiera anziché come la preziosa risorsa di un ecosistema che racconta la nostra storia. Da dire che non è sempre stato così, infatti, l’ Italia, per come la conosciamo aveva un aspetto del tutto diverso da come la vediamo oggi. Malgrado ciò viene ancora considerata come una meta turistica molto ambita sopratutto per quattro milioni di persone, per lo più Tedeschi che annualmente visitano il lago di Garda, vi sono anche turisti Europei, che provengono dal’ Inghilterra, a cercare relax, godendosi il panorama, oppure visitare le salutari Terme per una risanazione di mente e corpo, o più semplicemente per godere dei colori, dei profumi e delle specie naturali che rendono il nostro lago un piccolo paradiso da proteggere curare anche grazie i vari parchi naturali che proteggono e custodiscono varie specie di animali le quali creano la ricetta per una vacanza nella natura senza dover spendere cifre eccessive ed essendo aperto a ogni tipo di persona sia economicamente che culturalmente. In sintesi stiamo parlando di un piccolo paradiso terrestre, e come tutti i paradisi terrestri, sono luoghi affascinanti con dei segreti. Come tutti i luoghi affascinanti trasudanti di mistero e leggende, anche il lago di Garda cela sotto le sue acque dei misteri, ovviamente non misteri pericolosi come tutti vogliono far credere, quelle sono le storielle del perditempo, il lago non è una trappola mortale come descritto oppure raccontato, una pattumiera o una discarica come molte persone vogliono raccontare, parliamo di un luogo saturo di misteri e di civiltà che rimangono assopite sul fondo del lago in forma di leggenda, oppure di creature che, celate dalla vista umana si sono create ecosistemi molto complessi, creature che hanno trovato il modo di adattarsi a questo nuovo ambiente, passaggi, caverne, tunnel, nonché una strada idrica la quale, saltando da un fiume a un altro giunge direttamente al mare e più precisamente nel Golfo di Venezia. Benny, sopratutto in questi periodi sembra rievocare il fascino di un mostro marino che si dice da secoli popoli il Benaco, il suo nome è stato coniato dal ricercatore Armando Bellelli, esperto in folclore, storia e mistero sul territorio Bresciano. Bellelli, oltre che operare sul campo come ricercatore attivo, collabora con programmi di cultura basati su leggende storiche e misteri, come ad esempio il programma di Mediaset Mistero, il quale ha svolto un documentario molto valido sul Garda, anche se, a mio parere, omettendo di spiegare che Benaco viene da una antica civiltà presente nel Garda, si è rivelato molto superficiale, comunque sia, ha aiutato ad aumentare la credibilità di questo ricercatore, autore di notevoli scoperte. Chi è Benny?
Secondo le leggende locali Benny, (oppure Bennie), è un mostro marino vero e proprio che si ipotizza abiti e risieda nelle acque del lago di Garda, una enorme creatura in grado, si dice di arrivare a quindici metri di lunghezza. Una versione un po bizzarra ma comunque confermata dai media e dai vari ricercatori che da subito hanno cominciato a studiare il lago e a scandagliarlo con precisione. La prima ripresa fu fatta proprio dal Giornale Lombardo Brescia Oggi che nel 2013 pubblicò un annuncio nel quale asseriva la reale presenza di Benny, facendo una piccola riflessione, se calcoliamo la profondità del lago stesso e il suo fondale, può sembrare logico che vada a offrire molti nascondigli, riflessione combattuta fra chi vuole credere in un bestione di quindici metri senza tangibili prove, foto sfocate, disegni abbozzati non sono prove concrete, e persone che non concepiscono creature mitologiche in un luogo che, 360 giorni all’anno è popolato da pescatori, sub e turisti, i quali mai hanno visto ciò che, sopratutto in questi giorni si legge. Dal lontano 1965 troviamo testimonianze riguardanti una serie di mostri o creature dalle sembianze mostruose che, si dice vivano nel nostro lago, eppure sembra che la storia ci porti ancora più indietro negli anni, infatti è fin dal 500 che vi sono racconti e testimonianze di misteriose presenze come descritte anche dallo storico Bongianni Grattarolo il quale parla di un monastero Francescano, il terrore che popolava nei frati del XVI secolo che ci vivevano tanto da avere paura persino di entrare nelle sue acque per timore di essere divorati, oppure delle credenze in cui se si passava su determinate voragini si veniva inghiottiti. Fu proprio da queste credenze che si scopri la possibilità di grotte e caverne sotto tutta la penisola, possibilità confermata dai ragazzi della Deep Explorer e del suo presidente Angelo Modina, i quali non solo hanno provato la presenza di queste grotte ma le hanno video documentate e mappate.
Secondo le leggende locali Benny, (oppure Bennie), è un mostro marino vero e proprio che si ipotizza abiti e risieda nelle acque del lago di Garda, una enorme creatura in grado, si dice di arrivare a quindici metri di lunghezza. Una versione un po bizzarra ma comunque confermata dai media e dai vari ricercatori che da subito hanno cominciato a studiare il lago e a scandagliarlo con precisione. La prima ripresa fu fatta proprio dal Giornale Lombardo Brescia Oggi che nel 2013 pubblicò un annuncio nel quale asseriva la reale presenza di Benny, facendo una piccola riflessione, se calcoliamo la profondità del lago stesso e il suo fondale, può sembrare logico che vada a offrire molti nascondigli, riflessione combattuta fra chi vuole credere in un bestione di quindici metri senza tangibili prove, foto sfocate, disegni abbozzati non sono prove concrete, e persone che non concepiscono creature mitologiche in un luogo che, 360 giorni all’anno è popolato da pescatori, sub e turisti, i quali mai hanno visto ciò che, sopratutto in questi giorni si legge. Dal lontano 1965 troviamo testimonianze riguardanti una serie di mostri o creature dalle sembianze mostruose che, si dice vivano nel nostro lago, eppure sembra che la storia ci porti ancora più indietro negli anni, infatti è fin dal 500 che vi sono racconti e testimonianze di misteriose presenze come descritte anche dallo storico Bongianni Grattarolo il quale parla di un monastero Francescano, il terrore che popolava nei frati del XVI secolo che ci vivevano tanto da avere paura persino di entrare nelle sue acque per timore di essere divorati, oppure delle credenze in cui se si passava su determinate voragini si veniva inghiottiti. Fu proprio da queste credenze che si scopri la possibilità di grotte e caverne sotto tutta la penisola, possibilità confermata dai ragazzi della Deep Explorer e del suo presidente Angelo Modina, i quali non solo hanno provato la presenza di queste grotte ma le hanno video documentate e mappate.
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