lunedì 9 gennaio 2017

Lovercraft e le sue creature

Oggi parliamo ancora del misterioso scrittore Lovercraft, a lui si attribuisce il Necronimicon, Chtulu e ogni tipo di creatura sovrannaturale che esce dai suoi racconti. Parlando proprio di queste creature wikipedia fa questa suggestiva descrizione:
I Mi-go Sono creature rosate lunghe circa 1,5 metri, dal tronco simile a quello di un gambero, la testa formata da un ammasso tentacolare e un paio di ali membranose simili a quelle di un pipistrello. Con queste ali sono in grado di volare nello spazio profondo, mentre sulla Terra sono pressoché inservibili.
I Mi-go hanno sviluppato una tecnologia estremamente superiore a quella umana. Sono infatti in grado di trasportare le persone sul loro pianeta d'origine Yuggoth (ossia Plutone) per sottoporle a terribili esperimenti: uno di questi consiste nell'asportazione del cervello degli individui catturati, per poi trapiantarlo in cilindri metallici opachi dotati di diverse appendici sensoriali. I cervelli in questo stato possono essere addormentati e risvegliati operando su apposite apparecchiature. Quando un cervello è all'interno di un cilindro viene studiato dai Mi-go, che acquisiscono così conoscenze e saperi propri della vittima dei loro esperimenti.
I Mi-go adorano Yog-Sothoth, Nyarlathotep e Shub-Niggurath. Il loro credo religioso sembra comunque di relativa importanza se comparato con i loro interessi scientifici. Tra l'altro, dagli scritti di Lovecraft, traspare l'idea che la loro presenza sulla Terra sia dovuta principalmente all'estrazione di qualche minerale presente in alcune montagne e che l'interazione con l'umanità sia saltuaria e casuale.
Una delle lune di Yuggoth conserva dei simboli sacri ai Mi-go incisi sulla superficie rocciosa del pianeta. Queste iscrizioni sono utili per vari rituali indicati nel Necronomicon. Si narra che la trascrizione di questi simboli può essere percepita dai Mi-go, che daranno la caccia a chi è entrato in possesso dei loro sacri geroglifici.
Da una prospettiva umana, i Mi-go appaiono come creature assolutamente maligne.
Come armi usano tubi metallici capaci di paralizzare o colpire mortalmente gli esseri umani con raggi di qualche tipo.
Interessante da notare che, per come è esposto sembra persino che si parli di una reale razza di creature che convivono con la nostra specie, come notiamo invece, è una trattazione ispirata da una dettagliata descrizione di Lovercraft che rende reale una creature dell'impossibile.
Come descrive in uno dei suoi racconti lo stesso Lovercraft, queste creatura sono ispirate da vere e proprie leggende tibetane le quali comprendono anche il famoso Yeti.
Dimostrai invano che le superstizioni del Vermont differivano pochissimo, nella loro essenza, dalle leggende universali che tendono a personificare le forze della natura: da quelle leggende, cioè, che avevano riempito il mondo antico di fauni, satiri e driadi, che avevano fatto nascere i "kallikanzarai" della Grecia moderna e avevano dotato l'Irlanda e il Galles delle loro terribili razze di piccoli trogloditi. Illustrai senza maggior successo un mito ancor più significativo, la credenza degli indigeni del Nepal nei terribili Mi-go, ricordando pure, naturalmente, lo "yeti" nascosto tra i ghiacciai e le rupi sulle vette dell'Himalaya. I miei avversari ritorsero queste cose contro di me dichiarando che esse implicavano una base storica delle antiche leggende: cioè l'esistenza di una razza extraterrestre molto antica che era stata costretta a nascondersi dopo la venuta degli uomini, e che poteva benissimo essere sopravvissuta, in numero assai ridotto, fino a un tempo abbastanza recente se non fino al nostro.
Come vediamo quindi, ogni sua creatura trova spunto in una macabra realtà fatta di leggende, paure e visioni distorte che si riferiscono a un qualcosa che non esiste ma viene creato reale dalla nostra fantasia e dalla nostra infinita volonta a credere nell'incredibile.
I Mi-go, non sono solo alcune delle creature raccontate da questo artista del brivido, ve ne sono altre, qui elencate per ordine.
Le bancarelle Italiane sono ricche di storia e di libri anomali, ed è proprio in Italia che parte la nostra corsa alla conoscenza di Lovercraft, è proprio in una città Italiana che viene trovato un manoscritto in inglese (un diario di viaggio) attribuibile a Howard Phillips Lovecraft; porta la firma “Granpa Theo”, uno dei molti pseudonimi dello scrittore statunitense. Se il contenuto fosse originale, Lovecraft potrebbe aver visitato l’Italia nel 1926, fermandosi in Polesine.
Lovecraft parla di uomini-pesce e il celebre Il richiamo di Cthulhu è proprio del 1926.
Road to L. è il prodotto di questa avventura, un film girato tra acque, case abbandonate con le finestre sbarrate, paesi isolati: è un mockumentary, cioè un falso documentario, e ha il grande pregio di sollevare interrogativi, proprio perché realtà e finzione si mescolano e non si riesce più a cogliere la sottile linea di demarcazione tra vero e inventato.
L. è Loreo, paese nominato nel manoscritto, e da qui la troupe inizia il suo lavoro di ricerca: deve affrontare la reticenza della gente della zona (soprattutto quando la domanda cade sulla confraternita dei Fradei de Loreo), scopre che uno studente universitario di tradizioni popolari è scomparso nel nulla, registra ninne nanne provenienti da casolari vuoti, si imbatte in un pescatore che ha visto un uomo-anfibio…
Un viaggio allucinante che terminerà a Santa Maria in Punta, dove il fiume Po si divide e sembra formare la bocca di un serpente. Innsmouth: in its mouth, appunto.
Parlando di CHtulu, il mostro per eccellenza di Lovercraft, possiamo dire con incerta sicurezza,  che vive nelle acque del Po come, pure, in tutti i fiumi, i laghi e i mari di questo triste mondo (infatti, uomini di diverse latitudini condividono ossessioni simili). Lovecraft stesso era profondamente razzista e nei suoi racconti incontriamo creature orrende, direi schifose, come se lo scrivere fosse appunto un metodo per liberarsi dalle fobie che lo perseguitavano.
Il mistero, ancora più infittito da queste creature che ancora non riescono a imporsi decisamente nella nostra realtà,  rimane, dove finisce la finzione e dove inizia la realtà? fino a che punto ci si spinge oltre per raccontare una storia ricevendo in cambio fama e denaro?
Forse rimarranno domande senza risposta ma Lovercraft, signore indiscusso della paura fatta libro rimarrà sempre il signore della letteratura Horror.
Mi hanno paragonato a lui indicando la mia tendenza a usare tempi lubghi, e se così fosse realmente io ne sarei più che privilegiatop essendo lui un genio della letteratura fanta Horror.
Cosaltro dire, leggendo Lovercraft, ogni giorno è Halloween.
Mai letto? Sarebbe ora di cominciare.

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